Le Fontane

Le Fontane di Savignano Irpino

L’acqua come  memoria,  fatica e identità

A Savignano Irpino l’acqua non è solo una risorsa: è racconto collettivo, gesto quotidiano, radice profonda.
Il simbolo più riconoscibile è la Fontana Angelica, nel cuore del centro storico, alimentata dalle sorgenti di Monte Sant’Angelo. Progettata ed eseguita nel 1912 da Federico Castelluccio di Manteleone di Puglia, segna una svolta decisiva nella storia del paese: la fine della cronica emergenza idrica.
Dalle bocche di tre eleganti cigni in ghisa, affettuosamente ribattezzati dai savignanesi “papere” sgorga l’“Acqua Angelica”, come ricorda l’iscrizione incisa sulla pietra:
“L’ACQUA ANGELICA […] INCOMINCIÒ A SCORRERE IN QUESTA FONTE COME LINFA LUSTRALE IL PRIMO LUGLIO 1912.”

Prima dell’acquedotto, la fontana era fatica e comunità. Le donne, all’alba, facevano la fila con il fazzoletto sul capo per attutire il peso delle conche. Chi non poteva trasportare l’acqua si affidava agli acquaioli. Attorno alla fonte si intrecciavano parole, silenzi, confidenze: era il centro vitale del paese.

Le fontane rurali:  una geografia  dell’acqua

Oltre alla Fontana Angelica, il territorio è costellato da numerose sorgenti, testimonianza della straordinaria ricchezza idrica dell’area. Tra queste spicca la Fontana di Mottola, un tempo antica pozza naturale poi trasformata in un articolato sistema di tre fontane. Le sue acque alimentavano il “Canale Magone” e il mulino di Tanchino, svolgendo un ruolo fondamentale per l’economia locale. Oggi l’area è divenuta uno spazio verde attrezzato, meta ideale per soste e pic-nic immersi nella natura.

Altre Fontane

  • Fontana di Lu P’rato – Con vasche per bovini, ovini e approvvigionamento domestico, fu sistemata negli anni Cinquanta quando l’acqua dei pozzi iniziò a scarseggiare.
  • Fontana di Poto – Ricostruita nel 1955 con notevole apparato ornamentale.
  • Fontana Fasulo e Fontana Ceraso – Essenziali, legate alla pastorizia; la seconda oggi abbandonata.
  • Fontana Lu P’lone e Fontana della Signora – Vicine alla Ferrara; quest’ultima è tra le più generose per portata e qualità.
  • Fontana Catini – Segna simbolicamente il confine tra Campania e Puglia.
  • Fontana Cavallarisi – Un tempo nel cuore della boscaglia, rifatta agli inizi del Duemila.
  • Fontane Pescara di Sotto e di Sopra – Punto d’incontro delle lavandaie, che qui trovavano anche la creta usata come sapone.
  • Fontana dei Minghillisi – Legata a un’antica famiglia savignanese, oggi in stato di abbandono.
  • Fontana di Ciccotonno – Collegata all’incanalamento delle sorgenti del 1912; nel 1954 fu aggiunto il lavatoio.
  • Fontana Lu Pisciariello – Per secoli principale fonte di approvvigionamento prima della Fontana Angelica.
  • Fontana Vitacchio di Licese – Inaugurata nel 1953, conserva memoria fotografica della sua apertura.
  • Fontana della Sudana, Fontana della Jungera e Fontana Impaccata – Legate ai pascoli, ai giunchi per intrecci agricoli e all’abbeveraggio delle mucche podoliche.

Un patrimonio da custodire

Le fontane di Savignano non sono semplici manufatti: sono architetture dell’acqua che raccontano economia rurale, devozione, lavoro femminile, transumanza e confini.
Dove scorre l’acqua, scorre la storia. E a Savignano Irpino ogni fonte è una pagina viva di memoria condivisa.

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