Il Castello Guevara

Il Castello Guevara

Sentinella della  Valle del Cervaro cuore identitario del borgo

Nella parte più alta dell’abitato di Savignano Irpino, sul vertice roccioso della “Tombola”, si staglia il Castello Guevara, presidio silenzioso della Valle del Cervaro e sentinella naturale lungo l’antico asse di collegamento tra Campania e Puglia. La sua posizione non è casuale: da qui lo sguardo domina il paesaggio e controlla quel passaggio obbligato che nei secoli ha visto transitare eserciti, mercanti, pellegrini e viandanti.

Già nel XII secolo il piccolo Castrum Sabiniani si raccoglieva tra la chiesa e il castello, protetto da mura che correvano lungo l’attuale via Dietro Corte e il Sottopasso Finestroni, dove si apriva Porta Lizza. A nord una torre, detta Torretta, completava il sistema difensivo. Savignano faceva parte di un più ampio triangolo militare con i castelli di Ferrara e la torre di Greci, oggi scomparsi.

Il Castello come luogo di  memoria e cultura

Le prime vicende documentate si intrecciano con le lotte dinastiche tra Normanni e Svevi. Nel 1193 il signore Sarolo si schierò con Enrico VI contro Tancredi d’Altavilla: il castello fu assediato, conquistato e il suo signore giustiziato sugli spalti. Episodi che restituiscono la misura strategica e politica di questo luogo.

Tra Angioini e Aragonesi: la trasformazione del castello di Savignano

Con l’età angioina e poi aragonese il maniero attraversò nuove stagioni. Nel Quattrocento fu coinvolto nelle contese tra Renato d’Angiò e Alfonso d’Aragona. A quest’ultimo rimase fedele Innico de Guevara, che nel 1445 acquisì la Baronia di Savignano. Da allora il castello assunse il nome della casata spagnola che lo trasformò progressivamente da fortilizio a residenza baronale. Nel 1527 una significativa ristrutturazione, ricordata anche dalla data incisa sullo stemma lapideo, ne ridefinì gli spazi.

Nei secoli successivi l’edificio divenne centro amministrativo e deposito di derrate. Terremoti, crolli e spoliazioni ne compromisero l’integrità, fino ai gravi danni del sisma del 1980. Oggi restano imponenti pannelli murari, in particolare il fronte sud, alto circa quindici metri, con basamento a scarpa e doppio ordine di monofore archivoltate che testimoniano l’austera eleganza dell’architettura medievale.

Il Castello Guevara: dal restauro alla rinascita culturale

I restauri avviati dagli anni Ottanta hanno consolidato le strutture e restituito al sito una funzione culturale. Gli ambienti del piano terra, un tempo magazzini e dormitori, conservano tracce di forni, pozzo con sottostante cisterna memoria concreta della vita quotidiana che animava il complesso.

Oggi il Castello Guevara è sede del Museo Multimediale della Memoria e dei Saperi di Savignano Irpino, luogo dedicato alla valorizzazione della storia locale, delle tradizioni, dei racconti e delle competenze che hanno costruito l’identità del territorio. Le sue mura non custodiscono soltanto pietre antiche, ma diventano spazio vivo di narrazione, incontro e trasmissione dei saperi.

Il castello non è dunque soltanto un monumento: è il simbolo riconoscibile della memoria collettiva savignanese, una presenza che continua a vegliare sul borgo e a raccontarne, con dignità austera, la lunga storia.

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